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LE DIVERSE FORME DI DISAGIO SCOLASTICO NEL DISTRETTO DI SEREGNO E IL MODELLO DI SERVIZIO DEL COMUNE SEREGNO


IL DISAGIO SCOLASTICO NEL TERRITORIO

Gli aspetti segnalati più frequentemente dagli insegnanti all’ente comunale al fine di ottenere un supporto educativo individualizzato consistono in: difficoltà relazionali del minore che influiscono sulla dinamica del gruppo classe, difficoltà di apprendimento non ben specificate e attribuite generalmente a disimpegno, demotivazione scolastica, disattenzione e disagio affettivo-familiarefattori di rischio di disturbi del minore che si ripercuote sulla vita scolastica. Gli interventi educativi che vengono attuati in realtà rispondono a tipologie di disagio molto più diversificate di quelle citate e non sempre riconosciute nello specifico. Ad un occhio più attento, infatti, emerge che alcune difficoltà riscontrate (ad esempio difficoltà di letto-scrittura nelle scuole secondarie, particolari sintomatologie comportamentali) possono rappresentare dei veri e propri mai rilevati (esempio disturbi specifici di apprendimento quali dislessia, disgrafia, disarmonie evolutive…) di fronte ai quali un generico intervento educativo-motivazionale si rivela essere scarsamente efficace.


CONTESTO DI RIFERIMENTO

La riflessione è nata all’interno del servizio di assistenza scolastica comunale di Seregno che negli ultimi anni ha preso in carico in media 110 minori per ciascun a.s., afferenti alle diverse scuole dell’obbligo e segnalati al Comune da parte degli insegnanti per difficoltà scolastiche non riferibili a problematiche accertate (certificazione di disabilità, diagnosi di DSA…).

La risposta attuale a tale bisogno espresso dagli istituti scolastici è l’istituzione di un servizio comunale (servizio di assistenza scolastica) nel quale sono impiegati circa 30 figure educative all’anno che si inseriscono nelle scuole per supportare individualmente o in piccolo gruppo i minori con difficoltà strutturando un progetto educativo individualizzato che preveda obiettivi didattici e relazionali.

 

primogiorno

IL MODELLO DI SERVIZIO DI ASSISTENZA SCOLASTICA-DISAGIO: ECCELLENZE, CRITICITA’ E INNOVAZIONE

Il Servizio di Seregno, per come è strutturato, si configura come un “unicum” nel nostro territorio, per tipologia di minori seguiti (90% circa disagio e 10% circa handicap), per modalità di intervento (frequentemente in piccolo gruppo) e per risultati raggiunti. Nello specifico dalla valutazione dell’ultimo a.s. è emersa una medio-alta efficacia complessiva dei progetti educativi attuati (80% di progetti educativi andati a buon fine di cui il 30% per obiettivi pienamente raggiunti e il 50% per obiettivi raggiunti anche se in modo non pieno).

Dalle riflessioni scaturite tra i referenti comunali e l’equipe psicopedagogica della Cooperativa sociale della Brianza in sede di valutazione degli esiti dei progetti educativi al termine della prima annualità di gestione del servizio da parte del Consorzio Comunità Brianza (di cui la coop sociale Brianza fa parte)è stata concordata la sperimentazione di nuovi strumenti e modalità operative al fine di rendere più efficaci gli interventi stessi. L’intento della seconda annualità di gestione è quello di incrementare la percentuale di progetti educativi andati a buon fine per obiettivi pienamente raggiunti. Inoltre una criticità attuale è rappresentata dalla durata delle prese in carico educative dei minori nel contesto scolastico che in diverse situazioni si protraggono “a tempo indeterminato”. Si riscontra cioè frequentemente che i minori vengano seguiti fino al termine dell’obbligo scolastico. In questo caso l’obiettivo è di realizzare prese in carico più mirate al tipo di disagio manifestato e limitate nel tempo. Si presuppone cioè una durata media dell’intervento circoscritta a due anni scolastici per tutte quelle situazioni in cui il disagio non sia riconducibile a fattori problematici quali disturbi dell’attaccamento, disturbi dell’apprendimento, capacità cognitive sulla soglia o inferiori alla norma.

Conseguentemente a quanto affermato gli apporti migliorativi al servizio dovrebbero mettere gli operatori nelle condizioni di:

  1. Individuare la specifica forma di disagio del minore, e gli eventuali fattori di rischio di disturbo relazionale o di apprendimento;

  2. Utilizzare tecniche educative pedagogiche più efficaci in modo da ottenere risultati soddisfacenti nell’arco di due a.s.;

  3. Indicare alla famiglia il bisogno di rivolgersi alle strutture socio-sanitarie preposte per gli approfondimenti del caso, qualora in fase di definizione iniziale del progetto educativo dovessero emergere fattori di rischio;

METODOLOGIE E STRUMENTI UTILIZZATI

All’inizio dell’a.s. 2008/2009 ci si è proposti di rilevare le forme specifiche del disagio dei minori in carico al servizio e gli indicatori di rischio di disturbi dell’età evolutiva (sia nel fronte relazione che dell’apprendimento), attraverso la compilazione da parte degli adulti i riferimento (educatori, insegnanti e genitori) di un apposito questionario nato per rilevare il rischio di DSA(“Questionario per il riconoscimento di situazioni a rischio di disturbi specifici di apprendimento” di Muzio, Cappa e altri (2007), è stato validato su un campione di circa 6000 minori frequentanti le scuole dell’obbligo in diverse regioni d’Italia) e adatto a mettere in luce, anche quantitativamente, il diverso peso delle difficoltà del minore (area comportamentale, emotivo-affettiva, attentivo-mnestica, del linguaggio, della lettura, della scrittura, del calcolo, motorio- prassica e percettiva). A seguito delle criticità emerse dal questionario, in uno step successivo, sono state somministrate ai minori prove di approfondimento delle aree specifiche non diagnostiche al fine di ottenere più elementi per strutturare un progetto educativo efficace e ulteriori dati da restituire alla famiglia.

Parallelamente a questo lavoro la Cooperativa Sociale della Brianza sta effettuando, attraverso lo strumento già citato, una rilevazione più ampia di dati sulle forme di disagio nelle scuole del nostro distretto (sono stati somministrati circa 400 questionari negli istituti scolastici di Seregno, Giussano, Meda).

MARZO 2009

Mariangela Luzzi Cooperativa Sociale della Brianza

 
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